Sono incasianta, di brutto direi. Lo dico terra a terra perchè deve essere una dura presa di coscienza del mio stato.
Nella mia calma e “spensierata” stagione milanese, tra il grigio dei palazzi mi sento grigia anch’io: tutto è assuefatto in uno stato di normalità, di lasciar fare che mi porta ad accettare la qualsiasi cosa, come l’aria avvelenata, lo stress, la scortesia della gente che non ti guarda nemmeno più in faccia e che si fa i fatti suoi, non importa quel che accade.
Da settimana scorsa, in Università, si può dire che è un periodo di fuoco: nella totale indifferenza dei più, nel cinismo di alcuni, due fazioni si scontrano; è il caso di Comunione e Liberazione e la cosiddetta “area antagonista”. Venerdì scorso, lo dico e lo ripeto per sottolinearne la gravità, cinque studenti dell’area antagonista sono stati arrestati con un bliz di novanta agenti tra carabinieri e polizia che ha portato agli arresti domiciliari per quattro e per uno al carcere. Quello che è finito in carcere ha l’aggravente di essere il <figlio di un ex terrorista di Prima Linea> e non lo dico io, lo dice la digos.
Reato commesso: furto di fotocopie; i cinque sono andati nella libreria di Comunione e Liberazione (Cusl) ed hanno fotocopiato dei volantini senza pagarli. E’ volato qualche schiaffo, ma poi la cosa è finita lì. NOn così pare per le forze dell’ordine, che hanno ritenuto che per un furto fossero necessari novanta agenti. Novanta contro cinque.. che abbiano avuto paura?
Il magistrato conferma il fermo con l’accusa di <rapina aggravata>. Per 100 fotocopie, rapina aggravata. Arresti domiciliari. Per uno il carcere.
Ma dico io da persona ignorante quale sono, non bastava farli pagare? In denaro intendo: gli si dà una multa ed è finita lì, senza tra l’altro dover mettere altra carne in carceri che già strabordano.
Martedì c’è stato poi il corteo non autorizzato degli studenti delle scuole medie superiori ed universitari milanesi che hanno sfilato prima stretti da un cordone di poliziotti in antisommossa, poi caricati, provocati, qualcuno malmenato: 2 liceali arrestati, altri 2 processati per direttissima il girono dopo.
Sempre dal basso della mia ignoranza, mi domando: si processano per direttissima i liceali e non lo si fa con gli assassini o gli stupratori?
Le cose non mi tornano, decisamente. Anzi, mi correggo, mi tornano fin troppo, ma non riesco a capire come diamine si possa dire ancora che siamo in una democrazia a questo punto: se gli oppositori vengono sanzionati più duramente di chi li aggredisce armato, siamo tornati alle squadracce fasciste. Non vuole essere retorica la mia, proprio per niente. Vuole invece cercare di essere una lucida riflessione.
Riflessione sul fatto che tutti, ogni giorno, ci mentono in continuazione, che chi ha il potere lo usa solo ed esclusivamente per fini propri, che non gliene importa un fico secco ad un emerito cane se chi dovrebbe tutelarci alla fine ci aggredisce.
Non sono cose nuove, lo so bene, ma allora proprio per questo dovrebbero fare in modo che gli studenti e chiunque si senta coinvolto, anche le famiglie, si indignino pubblicamente e sanciscano che loro più non ci stanno. Le cose ovvie non vanno date per scontato, ma anzi vanno continuamente ribadite proprio perchè nessuno deve dimenticarsi che quell’ovvietà è una base fondante di una società.
Ma il messaggio che dobbiamo esere flessibili, che dobbiamo insertirci nel mercato del lavoro, che dobbiamo essere contenti di quello che abbiamo e che non dobbiamo fermarci troppo a pensare, soprattutto a cose serie, altrimenti rischiamo di perdere del tempo, che come sappiamo è denaro, facendo perdere soldi a noi stessi, ma sospetto più al nostro datore di lavoro, qualunque esso sia. Anni fa già mi hanno dato della facinorosa, poi sono passati al fannullona ed ora alla teppista.
Capirai, ho fatto anni a vestirmi con felpe e pantaloni larghi ed a portare i capelli corti, incontrando già le critiche di molti che tutte le volte che mi vedevano in stazione avevano paura che io spacciassi droga, data l’attenzione che avevano per me spesso i vigili o i sorveglianti che presidiavano la stazione ferroviaria dove io prendevo il treno per tornarmene a casa dal liceo. Non mi sento mica male perchè qualcuno molto poco informato e pieno di pregiudizi mi chiama teppista.
E in questo schifo di paese dove la notizia è solo un trafiletto farcito di opinioni personali, sono molte le persone che hanno pregiudizi perchè boccalone che sono credono ancora che se uno non si veste bene è un poco di buono, se uno non guadagna o non fa sfoggio della propria ricchezza allora bisogna stargli lontani perchè potrebbe essere un tipo losco. Signori, sinceramente, terra terra, non me ne frega un cazzo del vostro perbenismo.
Io ho le mie battaglie da fare, visto che grazie a voi coglioni entro sei mesi mi troverò con tasse universitarie aumentate esponenzialmente e non saprò nemmeno se nel mio ateneo sarà ancora pronunciabile la parola Marx: hanno già licenziato un docente per averla detta, figuratevi uno studente.
Ma sappiate che io ai ricatti non ci stò: voi perbenisti del cazzo avete fatto un errore fondamentale. Avete pensato di dare a dei valori da voi condivisi, soprattutto per i vostri scopi meramente di profitto, una valenza universale. E qua ora vi siete fregati. Perchè il gioco ormai lo conosco anch’io. Anche se non sono abile come voi a giostrarmi tra l’immondizia, prima o poi qualcuno lo becco e lo mando a picco.
Voi ed il vostro schifoso capitalismo pensate di poter comprare tutto, di essere i signori, ma ricordate bene che il capitalismo non è un sistema che si autorigenera: è un sistema che si basa sullo sfruttamento delle risorse, umane o naturali, fino alla saturazione del mercato. Le recenti crisi ci dicono che non manca tanto al punto critico. Voi avete reso l’individuo, l’essere umano, il pilastro portante di una società ed ora non riuscirete più ad estrometterlo da essa. Potrete isolarne qualcuno, ma troverete sempre ostacoli e prima o poi non riuscirete più a superarli. Ci potete togliere il diritto allo studio, potete privatizzare l’acqua, potete menare i dissidenti; ci potete rendere inermi, se volete, ma la mente e la conoscenza, che sono le vere ricchezze dell’umanità, quelle non potete cancellarle. Potrete anche lasciarci in mutande, renderci invisibili, senza prospettive, ma vi tirerete alla fine solo la zappa sui piedi. Se ci sparerete ci renderete martiri, state ben attenti.. e questo è il preciso motivo per cui molti di voi sono ancora in piedi.
Dopotutto le stragi ormai le fate solo voi: uccidete dei vostri connazionali solo per trovare nuove occasioni di profitto.
Sfruttate le popolazioni, comprate i politici, li controllate e li ricattate se necessario; vi mettete nei punti strategici in modo tale che sia impossibile sradicarvi. Ma se non si riesce a sradicarvi, vi si può comunque dare una bella potata in modo che abbiate ben chiara la direzione da seguire.
Voi ipocriti pensate di essere ad un passo dalla vittoria ma vi sbagliate: prima o poi la rivolta arriva ed allora più in alto sarete più vi farete male quando cadrete.
Per quelloc he mi riguarda io stò rimettendo in discussione tutto; non ho nulla da perdere: non ho una casa, non ho un lavoro, non ho un futuro. Al posto che starmene qui ancora ad indignarmi ed a fare la mia vita virtuale, smetterò di farlo e passerò all’azione: vi contesterò in ogni modo possibile, vi rimbeccherò su ogni decisione, vi terrò d’occhio in un modo tale che capirete anche voi che non è conveniente sgarrare. Non mi serve i soldi per fare tutto questo, ho qualcosa di più efficace: la persuasione e la memoria.
In più, dato che emarginate chi non la pensa come voi, avete commesso un fatale errore: rendendo me ed altri invisibili, ora non sapete nemmeno quanti siamo; ma se anche vi faceste forti del numero dei vostri sostenitori non potreste comunque agire efficacemente.
Sono parte di una metastasi che, purtroppo per voi non potete togliere.